Rose di Fratta


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Cupra e dintorni

VignetiLe collineCupramontana ... come eravamoNevicata


CUPRAMONTANA DA VISITARE

Notevoli le testimonianze dell'epoca romana: frammenti di lapidi presso il
Palazzo Comunale ed il contenitore dell'acquedotto detto "barlozzo".
Ha avuto importanti ed operose presenze di monaci benedettino-camaldolesi con antichi eremi come quello del
Beato Angelo (sec. XIII) e quello dei Frati Bianchi o delle Grotte (sec. X-XVI).
Architetture del settecento nel centro abitato:
Palazzo comunale e Chiesa di S. Lorenzo dell'architetto cuprense Mattia Capponi, Chiesa di S. Leonardo di Cristoforo Moriconi, Chiesa di Santa Caterina di Arcangelo Vici, Chiesa di Santa Maria della Misericordia (inizi dell'Ottocento) di Luigi Bellonci, Palazzo Leoni di Apollonio Tucchi. A pochi Km dal centro, il Convento della Romita, ristrutturato sempre dal Tucchi alla fine del Settecento.
Da segnalare il
Museo Internazionale dell'Etichetta e l'Enoteca Comunale, ubicati in Palazzo Leoni, oltre che la Biblioteca comunale con i suoi circa 15.000 volumi, tra cui 434 edizioni del Cinquecento e 80 incunaboli. L'archivio storico comunale conserva preziosi catasti del XV e XVI secolo.
Per chi ama la tradizione, nella prima domenica di ottobre è imperdibile la
Sagra dell'Uva e nel giorno del Corpus Domini, la tradizionale Infiorata per le vie della città.


BEATO ANGELO
Questo complesso monastico, ricordato per la prima volta nel 1180, è sicuramente più antico. Architettonicamente è formato da strutture romanico-gotiche, risalenti ai secc. XII-XIII è stato restaurato nel 1973.
Della prima costruzione non restano tracce in quanto è stata completamente ricostruita nel 1853. All'interno, oltre al corpo del B. Angelo Urbani, martire nel 1429, è visibile una pregevole tela dipinta da Pier Francesco Fiorentino nel 1496 l' Incoronazione della Vergine.



EREMO DEI FRATI BIANCHI
L'Eremo dei Frati Bianchi, o Eremo delle Grotte, è situato in una profonda gola tra Cupramontana e Poggio Cupro. Qui si insinuarono fin dal mille gli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona e vi rimasero fino ai primi decenni del '900, conducendo una vita scandita dalla preghiera, dallo studio e dal lavoro, producendo quasi tutto il necessario alla loro alimentazione. Il fosso o "piccolo torrente" che circonda l'Eremo, chiamato in documenti del Duecento rivus Corvi o fossatum Corvi, attraversa un'area floristica protetta di circa 20 ettari, La vegetazione boschiva, favorita da un particolare microclima, è importante per il suo carattere relittuale e consta di numerose specie rare o vistose (ontano nero, capelvenere, giglio rosso, arisaro codato, orchidea piramidale, ecc.).

CHIESA DI SAN GIACOMO DELLA ROMITA
Priorato monastico camaldolese anteriore al sec. XIII, denominato "Romitella delle Mandriole", in gergo frati neri. I Francescani subentrarono ai Camaldolesi nel 1452 e rifabbricarono la chiesa agli inizi del Cinquecento, decorandola con una pala d'altare in terracotta invetriata (1529) di Bottega Robbiana (Giovanni della Robbia?) attribuita però anche a Pier Paolo Agabiti (1465 c. - 1540c.).
L'attuale chiesa, ricostruita dal 1782 al 1793, è dovuta al disegno di D. Apollonio Tucchi (1730-1802) monaco camaldolese dell'Eremo delle Grotte; vi si conserva il corpo del Beato Giovanni Righi da Fabriano (? - 1539)



IN MONTAGNA

Tutti gli ospiti del Residence "
Rose di Fratta" potranno visitare degli splendidi luohi montani come le vicine Grotte di Frasassi, belle e suggestive in ogni periodo dell'anno e invece, per chi ama il verde e le escursioni, suggeriamo una volta raggiunta Cupramontana di andare a Elcito un piccolo paese arroccato su un picco montuoso. Aria pulita e verde a San Vicino ideale per i percorsi trekking e per chi ama andare a cavallo. La catena dei Monti Sibillini regala suggestioni anche per la presenza di un eremo.

I PRESEPI
Tra le bellezze e le tradizioni della zona da non perdere nel periodo natalizio il Presepe vivente sia quello organizzato nella stessa Cupramontana che quello più famoso di Genga o ancora quello di Precicchie dove il visitatore sarà riportato indietro nel tempo ed avrà l'impressione di trovarsi a Betlemme nell'anno della nascita di Gesù. Inoltre nell'intera Vallesina ci sono anche altri paese che organizzano presepi viventi a cominciare da quello di Poggio San Marcello.

PrecicchieGenga, il presepegrotte di FrasassiElcito
Ancona: la costaAncona: il portoAnconaSenigalliaLoreto

AL MARE
Tra i luoghi lungo la costa del
Mar Adriatico sono da visitare Ancona, capoluogo di regione dotata di un porto che è un grande impulso per l'economia cittadina, ed è strettamente collegato alla città, alle sue vicende storiche, alle sue fortune commerciali. Nel suo specchio d'acqua unita alla terraferma da un ponticello, sorge la Mole Vanvitelliana dove si dice che anche il Casanova sostò, intento a fantasticare sulle eventuali avventure che avrebbe potuto avere con fantesche e vivandiere.

Altro monumento da non perdere: Il Duomo che è il vero simbolo di questa città che dall'alto guarda e protegge gli anconetani. Attraverso i secoli sfida il tempo e gli eventi, tempio pagano prima, cattedrale cristiana in seguito.
La città di Ancona si distende su 20 km di costa. La spiaggia cittadina è il
Passetto, con le sue tipiche grotte e le sue rocce bianche. Dirigendosi verso sud, lungo la panoramica strada del Conero si incontrano le spiagge del Trave con acque limpide e Mezzavalle, un arco di bianco litorale sassoso. Giunti alle pendici del monte Conero si trova la stupenda baia di Portonovo. Nella parte settentrionale della città, zona di Palombina nuova, la costa diventa un arenile sabbioso e proseguendo si arriva alla famosa "Spiaggia di Velluto": Senigallia che dal 1997 si fregia ininterrottamente della Bandiera Blu, il riconoscimento che viene rilasciato alle località che garantiscono qualità delle acque di balneazione, attenzione alla gestione ambientale, informazione all'utente, servizi e sicurezza in spiaggia.
Abbandonando la zona costiera è possibile dirigersi verso
Loreto: capitale del culto Mariano, il borgo è famoso nel mondo perché all'interno della sua Basilica conserva il Santuario della Santa Casa.
Il tragitto consente di ammirare la rigogliosa vegetazione del
Parco del Conero e il paesaggio alle spalle della costa marchigiana.


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